Pirandello Atto Lungo

PIRANDELLO ATTO LUNGO

Regia e Adattamento Scenico: Maria Cutugno e Antonella Marrone

Drammaturgia : Luigi Pirandello

durata m. 60

“Ciò che conosciamo di noi è solamente una parte, e forse piccolissima di ciò che siamo a nostra insaputa.

(Novelle per un Anno)

Luigi Pirandello (Girgenti, 28 giugno 1867 – Roma, 10 dicembre 1936) drammaturgo, scrittore e poeta italiano.

Sinossi

E’ tardi un uomo distinto ha perso l’ultimo treno che lo porterà verso le agognate vacanze estive. Si ferma in un bar , sorseggia una limonata, fa caldo e lui non ha nessuna voglia di intrattenersi con l’ avventore altrettanto distinto che siede al tavolino accanto al suo e che lo guarda con interesse pronto ad attaccar bottone.

Il Signor giudice ascolta e rimane colpito dalla storia di quelle legante uomo che gli racconta il suo segreto più doloroso , riflette e non si accorge della Signora vestita di nero che gli si avvicina con fare minaccioso e pettegolo. La Signora Chiarchiaro opprime il giudice rassegnato con le sue inusuali richieste e le sue ben motivate necessità .

Il giudice è stremato dalla fatica dell’ascolto.

E’ Tuta , la giovane badante romana che osserva la scena ad approfittare della situazione e, la sua sfrontata bellezza si fa mezzo per la sopravvivenza di una sera d’estate.

Basteranno tre soldi per un ventaglino ?

Note di Regia di Maria Cutugno e Antonella Marrone

Abbiamo pensato a “Pirandello Atto Lungo” perché animate dal piacere di raccontare alcune tra le più famose e amate novelle di Luigi Pirandello.

Desideravamo omaggiare colui che consideriamo uno dei nostri padri drammaturgici e la nostra scelta è caduta sull’ ”Uomo dal fiore in bocca”, “La patente “ e “Il ventaglino”. racchiuse in “Novelle per un anno”.

Così abbiamo pensato non di riscrivere le storie del Maestro anzi di rispettarle nella loro essenza drammaturgia ma nel contempo di dar loro una nuova veste che potesse permetterne la fruizione a chiunque.

È così che il l bar di una vecchia stazione ferroviaria i protagonisti delle storie in un susseguirsi vorticoso di parole e immagini, ci permettono di avvicinare le maschere intime di ciascun personaggio.

Il volto che esse ci mostrano è quello dell’uomo comune che non ha tempo, sesso o età.

Appartengono a ciascuno di noi : ai mille volti delle nostre mille maschere.

Così anche dal nostro punto di vista in “Pirandello Atto Lungo” abbiamo cercato una prospettiva teatrale che mettesse in luce :

– il tema delle maschere in cui emerge “l’io” in relazione alla società, ove nonostante l’uomo nasca libero esso dovrà scontrarsi con una società precostituita poiché a ciascuno viene assegnata una parte secondo la quale deve comportarsi, ma spesso per fare ciò si ha bisogno di indossare una maschera, di assumere una forma che non gli appartiene;

– l’incomunicabilità tra gli uomini: ciascuno ha una propria “verità”, non esiste una realtà oggettiva e ciò porta ad un sentimento di solitudine e di esclusione dell’uomo dalla società a volte persino da sé stessi;

– il soggetto non si rassegna alla sua maschera però può accettarne il ruolo con un atteggiamento ironico, aggressivo o umoristico oppure reagisce alla sua maschera con disperazione.

Grottesco è il vortice così come grottesca è la vita.

 

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